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ANATOMIA DELL'OCCHIO
Tutto iniziò con una cellula sensibile alla luce, in grado di capire la differenza tra chiaro e scuro. L'avventura dell'occhio nell'universo dell'evoluzione ha infatti inizio circa 800 milioni di anni fa. Da questa cellula sarebbero derivati, nel corso di oltre 400 mila generazioni, tutti i dispositivi visivi attualmente in dotazione agli esseri viventi, compreso l'uomo. Ogni animale ha poi sviluppato metodiche di visione diverse, in base alle proprie esigenze. |
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CORNEA
Primo organo esterno a ricevere le immagini, ha una struttura anatomica trasparente, avascolare, ricca di terminazioni nervose e rappresenta la principale componente ottica del sistema oculare. Lo stato più esterno dei cinque di cui è costituita, l'epitelio, è formato da cinque, sei strati di cellule di diverso spessore. |
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PUPILLA
Come il diaframma di un apparcchio fotografico, si apre si chiude in funzione della luminosità. Si trova al centro dell'iride colorato. |
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CRISTALLINO
è costituito da una piccola lente membranosa biconvessa dello spessore di circa 3,6 mm. Ha la funzione di correggere la vergenza focale quando si osservano oggetti posti a distanze diverse dall'occhio.
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UMORE ACQUEO
è il liquido contenuto nella camera anteriore dell'occhio, fra cornea, iride e cristallino. Ha il compito di mantenere la tensione interna dell'occhio entro determinati valori.
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IRIDE
è una membrana pigmentata posta dietro la cornea e davanti al cristallino, che presenta un foro centrale (pupilla). Ha la funzione di regolare la quantità di luce che penetra nell'occhio.
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UVEA O TONOCA MUSCOLARE
L'uvea è una membrana a struttura vascolare formata dalla coroide, dal corpo ciliare e dall'iride.
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UMORE VITREO
Tra la retina e il cristallino, è composto da una sostanza gelatinosa trasparente e ha la funzione di mantenere la retina aderente all'epitelio pigmentato.
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RETINA
Membrana sensibile, suddivisa in tre porzioni: lo strato pigmentato, lo strato vascolare, lo strato formato dalle fibre nervose e dai fotorecettori (6 milioni di coni e 120 di bastoncelli). Quando l'immagine focalizzata dell'oggetto visto cade sulla retina, si verificano eventi di carattere fisico, chimico e elettrico e, attraverso il nervo ottico, l'informazione raggiunge la corteccia visiva dove viene corretta e elaborata. |
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